Il titolo sembra un titolo da gara di Moto GP, e questa è proprio una corsa all’ultimo minuto e in questa corsa Google c’è!
Abbiamo OpenAI esposta fino al collo con investimenti da miliardi, abbiamo Perplexity la prima ad impostare il suo business su un’AI che si occupa di ricerche in internet. C’è Anthropic, prossima a una quotazione in borsa (IPO) che si prospetta molto interessante perché la società sta facendo utili impressionanti vendendo il suoi servizi API al mondo degli sviluppatori quelli classici e quelli nuovi che programmano in “vibe coding”. Eh sì, perché da quando il computer ha imparato il nostro linguaggio, ed è proprio questo che è successo con gli LLM, allora i linguaggi di programmazione non sono più strettamente necessari: ci sono servizi come Bolt, Lovable, Replit e tanti altri che vi permettono di ottenere un’applicazione semplicemente descrivendola, la maggior parte di questi strumenti utilizza le API di Claude per la scrittura del codice.
Poi c’è un mondo intero dei grandi e agguerriti concorrenti: Microsoft con Copilot, Apple con la sua Apple Intelligence, Meta con Llama. E non dimentichiamoci di lui, uno dei fondatori di OpenAI: Elon Musk con il suo Grok (un LLM dalle potenzialità eccezionali e la peculiarità di avere a disposizione i dati della piattaforma X).
La Cina non è ferma a guardare: ha prodotti di ultimo grido e spesso molto più economici come DeepSeek, Qwen di Alibaba e tanti altri.
Sì, è una corsa, ma anche una finestra di opportunità come non si era mai vista, in cui tutti si vogliono tuffare. E Google c’è!
Una corsa senza precedenti
Vorrei fare alcune riflessioni su ciò che è successo per mostrare quanto tutto questo somigli a una vera e propria corsa. Per esempio analizziamo Anthropic, che fino a quattro anni fa non esisteva nemmeno:
- 2022 – Fondata da Dario Amodei e sua sorella, primi round di finanziamento per oltre 700 milioni di dollari. Si comincia con una decina di dipendenti
- 2023 – Finanziamenti da circa 450 milioni di dollari, accordi con Google e Amazon. Organico: circa 500 dipendenti
- 2024 – Organico da un migliaio di dipendenti
- 2025 – Valutazione IPO stimata intorno ai 350 miliardi di dollari, organico di quasi 2.500 dipendenti
È un po’ come se voi apriste un panificio oggi con vostra moglie e nel giro di qualche mese vi trovaste tanti di quei clienti da dover assumere una decina di persone. L’anno dopo ad avviare varie sedi, diventare leader di mercato in tutta Italia, subito dopo nel mondo con entrate impressionanti e migliaia di dipendenti da gestire. Questa è una corsa, e non per tutti. Non tutti siamo pronti ai cambiamenti, nemmeno se sono belli. Facciamo resistenza. Chi si trova a capo di queste aziende deve avere tanto spazio per accogliere il cambiamento, senza esitare, senza dubbi. La trovo una cosa eccezionale.
Un mondo dove ne succedono di tutti i colori
Anthropic si concentra sull’allineamento della sua AI. Voi direte: “Allineata a che cosa?”, ma allineata al nostro modo di pensare, ai nostri principi ed ai nostri valori. È importantissimo scavare nel cuore dell’AI e capire se nel suo profondo è orientata a fare del bene ed a rendersi utile oppure altro. Questo lo sarà sempre di più, mano a mano che l’AI aumenterà la sua presenza nelle decisioni delle nostre vite.
Non di meno OpenAI e Perplexity hanno sfornato come nulla fosse un browser proprietario, rispettivamente Atlas e Comet, dal quale l’AI non è solo conversazionale ma anche agentica – cioè l’AI agisce. Potete chiedere all’assistente di comprare il necessario per andare a giocare a padel e lei andrà sul sito di Amazon, selezionerà una racchetta tra le migliori, delle palline e una borsa, metterà tutto nel carrello … e forse, vi aspetterà per la conferma finale. Questo e tanto altro sta arrivando e sarà sempre più la normalità, che vi piaccia no, che lo scegliate direttamente o che vi ritroviate ad usarlo senza saperlo.
Potrei elencare novità a palate, perché in questi mesi se ne sono viste veramente tante. Quello che voglio ripetere è che in tutto questo Google ci ha fatto capire che c’è!
Il risveglio del leone
Negli mesi precedenti non sono stato molto clemente e spesso ho criticato Google perché non riusciva a mostrarsi al passo degli altri player. Ma da qualche settimana il registro è decisamente cambiato, o meglio sicuramente sotto il cofano tutto questo era già pronto, ma tardava ad essere apprezzato ed utilizzato dagli utenti.
È uscito Gemini 3.0 che non ha più nulla da invidiare rispetto agli altri modelli. È stata resa disponibile l’integrazione di Gemini con la suite Gmail, Google Drive, Calendar e Workspace. L’integrazione è stupenda, appena ho avuto l’occasione di testarla mi è capitata una mail nella quale mi chiedevano di verificare un tentativo di pishing , ho aperto Gmail, ho premuto Alt+H = “Aiutami a scrivere”, nel prompt gli ho scritto di rispondere alla mail e Gemini mi ha fatto tutta l’analisi della problematica suggerendo passo passo cosa fare, risultato: invece di dedicare 20 minuti ne ho impiegato 1. Mi serviva poi recuperare una risposta su un argomento specifico che avevo dato ad un cliente mesi prima, anche qui semplice prompt di richiesta e l’assistente rovistando tra tutte le mail mi ha estratto un riassunto e le varie mail che parlavano di quell’argomento. Un’integrazione STRAORDINARIA: non è “solo un chatbot”, ma un orchestratore intelligente sopra Gmail/Drive/Calendar che costituisce lo stato dell’arte del miglior assistente virtuale immaginabile.
Google in questi mesi era un leone dormiente. Ora sta ruggendo!
Tra gli innumerevoli suoi vantaggi vi è senz’altro la capacità di distribuzione: la sua AI con un click può raggiungere milioni di persone visto che Google possiede un ecosistema di servizi utilizzati da milioni di persone. L’AI mode è un semplice esempio di tutto ciò, si tratta di una funzionalità che è destinata ad aumentare la sua diffusione, a breve sarà lo strumento di ricerca preferito e dopo poco l’unico. La vecchia maniera di ricercare tramite parole chiave andrà gradualmente sparendo a favore di quella intermediata dall’AI.
Se prendo una qualsiasi AI tra quelle disponibili e le chiedo: “Comportati come un motore di ricerca e trovami i primi 100 siti che rispondono alle parole ‘ricetta risotto allo zafferano'”, ovviamente lei lo farà e si comporta come un motore di ricerca. Ma fare da motore di ricerca per l’AI è solo un “di cui”. Avrebbe potuto fornirmi la ricetta del risotto in mille varianti avendola già “in pancia”, ma è anche in grado di cercarla in internet, sfogliare siti. Quasi tutte le AI sono ormai dotate di un crawler proprio che scandaglia internet e indicizza le pagine, fagocitando contenuti.
Il vantaggio dell’hardware
Ed inoltre – cosa che gli altri non hanno – Google sta producendo da sola le CPU necessarie, o meglio delle TPU (Tensor Processing Units) opportunamente ottimizzate per far funzionare gli algoritmi dell’AI.
L’hardware è fondamentale. Nel 2024 abbiamo visto NVIDIA crescere in borsa e nella realtà a dismisura. Ebbene, ora Google con le sue TPU può sfruttare un vantaggio incredibile, potendosi permettere di avere incassi anche vendendo le proprie TPU ad altri player nel mondo dell’AI.
In conclusione
Quest’articolo vuole essere una piccola traccia di questo momento importantissimo in cui Google spiega di nuovo le vele. Molti potrebbero dire: “Cosa credevi, che Google non avrebbe detto la sua?”. Certo, fondamentalmente è quello che stavo aspettando, fino a poco fa faticavo a vederne i risvolti ora ci siamo. Il futuro è tutto da scrivere.
È una gara importantissima, se ci pensate anni fa ci fu una corsa simile, una gara tra decine di motori di ricerca. Sappiamo benissimo chi fu a vincerla, ma la cosa piu’ da notare è che chi la vinse rimase praticamente l’unico motore di ricerca usato da tutti.
Un prodotto senza rivali: Notebook LM
Vorrei concludere con un cenno a quello che sin dall’inizio è stato un prodotto AI in cui Google eccelle. Sostanzialmente è uno strumento che ha il suo punto di forza nella creazione di podcast dinamici e piacevolissimi. Notebook LM fa anche molte altre innumerevoli cose come mappe mentali, riassunti e può essere nutrito da una quantità di dati impressionanti (fino a 300 fonti tra PDF, video, link a siti, etc.).
Ne avevo già parlato in un articolo precedente. Ultimamente è stata aggiunto l’italiano come lingua per i podcast e anche la possibilità di creare presentazioni video, stile slide commentate, che trovo molto carine per riassumere argomenti. L’ho usata per riassumere contenuti dove le fonti erano video in lingua inglese ed il risultato lo trovo utilissimo per chi come ma fatica a seguire video in lingua orginale. Perfetto per tanti altri usi, ogniqualvolta possa servire un video riepilogativo, sintetico ed in Italiano.
Riporto, a titolo di esempio, un video di presentazione che Notebook LM ha creato a partire da questo articolo. Trovo il risultato molto carino, soprattutto considerando che è stato creato in una manciata di secondi e con un click.
Google c’è. E questa volta fa sul serio.




